Slot illegali, Cassazione: giusto sanzionare anche l’esercente che le ospita. La buona fede vale solo se c’è stata un’archiviazione in precedenza

La Cassazione conferma la sanzione emessa dai Monopoli di Stato nei confronti del titolare di un centro sportivo al cui interno erano state istallate delle slot: le macchine sebbene dotate di regolare nulla osta, erano poi risultati non in regola. L’uomo aveva provato a far leva sulla propria buona fede, aveva controllato appunto che le macchine fossero in possesso del titolo rilasciato dai Monopoli. Per la Seconda Sezione Civile, tuttavia, quando si applicano delle sanzioni amministrative si presume la colpevolezza di chi “ponga in essere o manchi di impedire un fatto vietato”. Deve essere il soggetto quindi a evidenziare delle deduzioni “atte a superare detta presunzione mediante la dimostrazione della propria estraneità al fatto o dell’impossibilità di evitarlo tramite un diligente espletamento dei compiti connessi alla carica ricoperta”. La buona fede “assume, poi, rilievo solo in presenza di elementi positivi idonei ad ingenerare, nell’autore della violazione, il convincimento della liceità del suo operato” spiega ancora la Cassazione, che poi cita come esempio, “un parere dell’autorità doganale e di una archiviazione di una precedente contestazione”. lp/AGIMEG

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