Legge Bilancio, con ok finale Senato è legge. Nel testo lotteria scontrino e gara SuperEnalotto

Con 166 voti favorevoli, 70 contrari e un astenuto il Senato ha approvato in via definitiva il ddl Bilancio. La finanziaria è stata approvata senza ulteriore modifiche, quindi diventa ufficialmente legge senza la necessità di un terzo passaggio alla Camera. Nel testo definitivo due articoli che riguardano il comparto dei giochi.

Lotteria dello scontrino. Dal 1° gennaio 2018 i contribuenti che effettueranno acquisti di beni e servizi potranno partecipare all’estrazione a sorte di premi attribuiti nel quadro di una lotteria nazionale. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della manovra sarà emanato un apposito regolamento per disciplinare le modalità tecniche relative alle operazioni di estrazione, l’entità e il numero dei premi messi a disposizione. Per partecipare all’estrazione sarà necessario che i contribuenti, al momento dell’acquisto, comunichino il proprio codice fiscale all’esercente e che quest’ultimo trasmetta all’agenzia delle Entrate i dati della singola cessione o prestazione. Non solo, durante l’esame in prima lettura alla Camera è stato approvato l’emendamento Boccadutri (Pd) che prevede di “incentivare l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici da parte dei consumatori aumentando del 20% la probabilità di vittoria, rispetto alle transazioni effettuate mediante denaro contante, per le transazioni effettuate attraverso strumenti che consentano il pagamento con carta di debito e di credito”.

Gara per il SuperEnalotto. Con il bando di gara per il SuperEnalotto si dovrà individuare una “qualificata impresa con pregresse esperienze nella gestione o raccolta di gioco ovvero in possesso di una capacità tecnico-infrastrutturale non inferiore a quella richiesta dal capitolato tecnico, con sede legale in uno degli Stati dello Spazio economico europeo, munita di idonei requisiti di affidabilità tecnica ed economica, scelta mediante procedura di selezione aperta, competitiva e non discriminatoria”. Condizioni “essenziali” della procedura sono: durata della concessione di nove anni, non rinnovabile; selezione basata sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e, quanto alla componente prezzo, base d’asta, per le offerte al rialzo, di 100 milioni di euro; versamento del prezzo indicato nell’offerta del concorrente risultato primo in graduatoria, nella misura del 50 per cento all’atto dell’aggiudicazione e della quota residua all’atto dell’effettiva assunzione del servizio del gioco da parte dell’aggiudicatario; aggio per il concessionario pari al 5 per cento della raccolta con offerta al ribasso; obbligo di aggiornamento tecnologico del sistema della rete e dei terminali di gioco secondo standard qualitativi che garantiscano la massima sicurezza ed affidabilità.

Il voto di fiducia al Senato sul testo licenziato in prima lettura dalla Camera si è reso necessario dopo l’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre che ha visto una netta vittoria del No e le conseguenti dimissioni del premier Renzi. In questo modo, però, i capitoli che dovevano essere esaminati in seconda lettura – giochi in primis – non hanno trovato lo spazio adeguato. Secondo indiscrezioni tra i primi provvedimenti sul tavolo di un eventuale nuovo governo un decreto legge omnibus che abbraccia tutte quelle misure rimaste ‘aperte’ durante il secondo passaggio parlamentare della manovra finanziaria. dar/AGIMEG