Il Tempo: Legge di Bilancio, Governo cerca risorse per manovra da condoni, conti dormienti e vincite non riscosse

Entro il prossimo 15 ottobre la Legge di Bilancio dovrà essere notificata a Bruxelles e il Governo ha necessità di trovare circa 40 miliardi di euro per mantenere le promesse fatte agli elettori che includono il superamento della legge Fornero e il blocco dell’aumento dell’Iva previsto dalle clausole di salvaguardia, oltre al reddito di cittadinanza cavallo di battaglia del M5S. Secondo quanto si legge su Il Tempo, il Governo potrebbe cercare i soldi nei tanti piccoli ‘tesoretti’ che fino a oggi hanno resistito alla spasmodica ricerca di denaro dello Stato. Il primo tesoretto potrebbe arrivare proprio dalla cosiddetta pace fiscale, lo stralcio a saldo delle cartelle non pagate, un provvedimento che dovrebbe valere solo per i piccoli debitori fiscali, con cartelle sotto i 100mila euro. Complessivamente, il totale di evasione da recuperare si aggira sui 50 miliardi di euro, ma fonti vicine al governo parlando di un gettito atteso tra i 6 e 8 miliardi. Un altro miliardo e mezzo potrebbe arrivare dai cosiddetti conti dormienti, come depositi bancari e libretti postali dimenticati non movimentati da 20 anni. Oltre ai conti, ci sono anche le vincite dormienti. Secondo i dati elaborati da Agimeg e ripresi da Il Tempo, dal 2002 per la sola Lotteria Italia non sono state ritirate vincite per oltre 27 milioni di euro, mentre nel Lotto si arriva a 334 milioni dal 2010 al 2016, una media di quasi 50 milioni di euro dimenticati ogni anno. Ai tesoretti si aggiungono anche le risorse accumulate inutilmente dallo Stato: la più importante è l’avanzo finanziario dell’Inail, l’assicurazione sociale sugli infortuni finanziata dai versamenti delle imprese. Il 2017 si è chiuso con un avanzo di 1,6 miliardi. Ma non è la prima volta : a forza di avanzi, l’Inail è arrivata a superare i 25 miliardi di disponibilità liquide. Infine, c’è la via maestra: ignorare le regole di bilancio imposte dall’UE e violare il tetto del 3% del deficit, ipotesi già indicata dal Ministro Di Maio ma ‘frenata’ dal ministro dell’Economia e delle Finanze Tria. lp/AGIMEG

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