Il Reddito di Cittadinanza anche per gli operatori di gioco

Nelle scorse settimane il vicepremier Luigi Di Maio è più volte intervenuto sottolineando come il Reddito di Cittadinanza non possa essere utilizzato per tentare la fortuna. Una sottolineatura che va nella direzione di quanto già indicato nel Decreto Dignità che aveva vietato ogni forma di pubblicità sul settore del gioco. Ma il Reddito di Cittadinanza potrebbe invece trovare spazio anche nei bilanci delle società che offrono gioco pubblico. Per un’azienda di gioco che infatti dovesse assumere una persona che percepisce il Reddito di Cittadinanza, le disposizioni recitano che: “se l’assunzione avviene a tempo pieno e indeterminato (anche grazie all’attività svolta da un soggetto accreditato ai servizi per il lavoro), il datore di lavoro beneficia di un esonero contributivo, nel limite dell’importo mensile del Reddito di cittadinanza percepito dal lavoratore e comunque non superiore a 780 euro mensili e non inferiore a cinque mensilità. La durata dell’esonero sarà pari alla differenza tra 18 mensilità e il periodo già goduto di Reddito di cittadinanza”. Insomma le società di gioco, come qualsiasi altra azienda, si avvantaggerebbero, per un periodo di tempo definito, del Reddito di Cittadinanza per avere nuova forza lavoro a condizioni favorevoli. Chissà se allora adesso verrà vietato agli operatori di gioco anche di assumere persone sotto Reddito di Cittadinanza. es/AGIMEG

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