Green Pass: probabile rinvio a settembre per obbligo con seconda dose. Per entrare nei luoghi chiusi (probabilmente anche nelle sale giochi) ad agosto basterà il certificato con una dose

Oggi giornata cruciale per conoscere il timing di applicazione del Green Pass. In giornata infatti la Cabina di regia del Governo, che precederà il Consiglio dei Ministri chiamato a varare il decreto, stabilirà le modalità di utilizzo del certificato: nell’immediato, forse già da lunedì 26 luglio o al massimo dal 1° agosto, sarà necessario aver avuto almeno una dose del vaccino per poter viaggiare, salire sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza o entrare in un’attività commerciale al chiuso. Da settembre però – come riporta ‘La Repubblica’ – le maglie si stringeranno ancora di più e sarà necessario aver portato a termine una vaccinazione completa per poter ottenere il Green Pass e potersi muovere liberamente. Una misura, questa, che il Governo intende adottare per accelerare sui vaccini, in considerazione del gran numero di indecisi o riluttanti a sottoporsi al vaccino anti-Covid. L’obiettivo dell’Esecutivo è infatti quello di scongiurare nuovi lockdown che rischierebbero di mettere nuovamente in ginocchio il Paese.
La mediazione politica sarà fondamentale in questa fase, ma ancor di più lo sarà l’urgenza di fare in fretta. Il Green Pass varrà subito per entrare in palestre e piscine, teatri e cinema, musei ed altri luoghi al chiuso, così come per consumare in bar e ristoranti. Secondo alcuni rumors, sembra che queste misure varranno anche per sale gioco, sale scommesse e sale bingo.

Come detto, il Green Pass dovrebbe partire dal 1° agosto, anche se c’è chi nel Governo preme per anticiparlo a lunedì prossimo. Basterà una dose, definita come ‘soglia minima’ per partecipare ad eventi pubblici. Tra qualche settimana, invece, ne serviranno due. Tempo, questo, che Palazzo Chigi intende concedere a chi vuole mettersi in regola partendo solo ora con il ciclo vaccinale. Questa seconda fase dovrebbe iniziare il 1° o il 15 settembre, ma molto dipenderà dall’andamento della campagna vaccinale. La tentazione è di far valere da subito il Green Pass (con una dose) non solo per gli eventi, ma anche per i trasporti a lunga percorrenza. A settembre l’obbligo varrebbe anche per il trasporto pubblico locale.
Tra i punti più caldi, quello della scuola, che ripartirà a settembre. La ripresa in sicurezza dell’attività scolastica in un probabile contesto di alta circolazione del virus è prioritaria. Il governo si appresta per questo ad imporre l’obbligo vaccinale per tutti i dipendenti della scuola. Lo vuole il Premier Mario Draghi, lo vuole il Ministro della Salute, Roberto Speranza, così come il Pd e Forza Italia. Se, come sembra, la campagna resterà inchiodata alle percentuali di queste ore – lontana dalla soglia del 93% di dipendenti della scuola vaccinati – allora si procederà con l’obbligo.

In questo scenario, è scontro sui cambi di colore delle regioni. I governatori hanno infatti chiesto di mantenere la zona bianca se l’occupazione delle terapie intensive non supera il 20% dei posti letto a disposizione e il 30% di quelli dei reparti ordinari. Contrario il ministro della Salute. Si chiuderà molto probabilmente a metà strada: 10% per le terapie intensive, 15% per i reparti. Gli scienziati consigliavano il 5% e il 10%.
Infine, si discute sull’eventuale obbligo per i lavoratori di vaccinarsi. Ad oggi i tempi non sembrano ancora maturi per prevedere un eventuale ombrello normativo per le imprese che chiedono ai lavoratori di vaccinarsi. Il governo affronterà la questione più avanti. Anche perché una misura del genere avrebbe un impatto assai capillare, oltreché implicazioni giuridiche significative. lp/AGIMEG

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