Riapertura aziende: ecco le ultime misure predisposte da ogni Presidente di Regione per la ripartenza delle attività lavorative

Ecco, per ognuna delle 20 regioni, gli ultimi interventi in materia di riapertura delle aziende e gestione dell’emergenza coronavirus di tutti i Presidenti di Regione:

“Ho firmato una nuova ordinanza regionale – ha scritto in un post su facebook il Presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini – che conferma le misure ulteriormente restrittive in vigore in Emilia-Romagna contro il coronavirus  (che sarebbe scaduta il 13 aprile) prorogandole fino al 3 maggio. Comprese quelle relative alle province di Piacenza e Rimini, al capoluogo di Medicina e alla frazione di Ganzanigo, dove sono ancor più rigidi i limiti per le attività produttive e, nel caso del riminese, più stringenti i controlli sugli spostamenti grazie alla modifica della percorribilità delle strade. Con l’avvicinarsi di due festività nazionali – 25 aprile e 1° maggio – nelle quali sarà tutto chiuso, abbiamo poi deciso la riapertura dei supermercati la domenica, per evitare un’eccessiva affluenza di persone negli altri giorni feriali (consentiti solo punti vendita di alimentari, farmacie, parafarmacie, edicole, tabacchi, prodotti per l’igiene personale, la pulizia e l’igiene della casa, gli articoli di cartoleria). Attenzione -avverte Bonaccini –  la prima domenica di apertura sarà il 19 aprile, visto che fino a lunedì resta in vigore l’ordinanza che prevede la sospensione. Infine, convocherò già martedì 15  aprile il Tavolo per il Lavoro, per definire con tutte le parti sociali, sindacati e imprese, possibili criteri che tengano insieme la salute delle persone e l’attività produttiva e lavorativa in condizioni di massima sicurezza. Mentre continuiamo a combattere la pandemia, pensiamo già ora – conclude Bonaccini – a creare le condizioni per poter ripartire.

In Campania con l’ordinanza di del 13 aprile n.33 è stata prorogata al 20 aprile la zona rossa di Ariano Irpino. Si chiarisce che, al momento, le zone in quarantena della Campania sono quelle che fanno capo ai Comuni di Paolisi (Bn), Lauro (Av) e Ariano Irpino (Av). Non c’è stata proroga e quindi non sono più “zona rossa” i Comuni del Vallo di Diano (Sala Consilina, Polla, Caggiano, Atena Lucana, Auletta).

In Campania il Presidente Vincenzo De Luca, ha firmato poi un’ulteriore ordinanza che contiene ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. L’ordinanza proroga le precedenti ordinanze, allineandole alle indicazioni nazionali, fino al prossimo 3 maggio, e inserisce nuove prescrizioni per i cantieri e il commercio. Ecco in sintesi la parte ordinativa:
Per i cantieri
– E’ sospesa l’attività dei cantieri edili su committenza privata, fatti salvi – limitatamente alle attività consentite dalla vigente disciplina nazionale – gli interventi urgenti strettamente necessari a garantire la sicurezza o la funzionalità degli immobili, l’adeguamento di immobili a destinazione sanitaria finalizzati allo svolgimento di terapie mediche durante il periodo emergenziale, gli interventi di manutenzione finalizzati ad assicurare la funzionalità di servizi essenziali, il ripristino della messa in sicurezza dei cantieri, ove necessario, e in ogni caso con obbligo di adozione dei dispositivi di protezione individuale da parte del personale impiegato e delle ulteriori misure precauzionali previste dalla disciplina vigente;
– Per i lavori a committenza pubblica, fatti salvi l’avvio e la prosecuzione di quelli concernenti le reti di pubblica utilità e l’edilizia sanitaria nonchè degli interventi volti ad assicurare la messa in sicurezza e la funzionalità degli immobili, le stazioni appaltanti, sempre limitatamente alle attività consentite dalla vigente disciplina nazionale, valutano la differibilità delle singole lavorazioni o interventi in corso ovvero programmati.
Per il commercio
1) il commercio al dettaglio di articoli di carta, cartone, articoli di cartoleria e libri è sospeso, ad eccezione di quello già esercitato nelle edicole, negli ipermercati e nei supermercati, nelle tabaccherie, nonché dalla grande distribuzione multimediale e via internet;
2) il commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati è consentito nelle mattinate del martedì e del venerdì con orario 8,00-14,00. Nella settimana del 1 maggio 2020, l’apertura è consentita nelle mattinate del martedì e del giovedì, secondo l’orario sopra indicato.

La Regione Sardegna mantiene chiuse librerie, cartolerie e negozi di vestiti per bambini chiusi sino al 26 aprile e vieta l’apertura degli esercizi commerciali il 25 aprile e il 1° maggio. E’ questa la decisione assunta da Presidente Christian Solinas che ha firmato nella un’ordinanza più restrittiva delle misure decise dal Governo nell’ultimo Dpcm. Prosegue anche lo stop al pubblico per gli studi professionali, mentre c’è una minima apertura per quanto riguarda l’attività motoria svolta all’aperto. Come già deciso in Veneto, via il limite dei 200 metri dalla propria abitazione (che resta valido solo per la passeggiata con gli animali domestici), lo sport dovrà essere “strettamente personale nelle immediate vicinanze della propria abitazione col rispetto delle distanze minime di sicurezza da qualunque altra persona di almeno un metro e, comunque, muniti di adeguata mascherina”; infine oltre ai parchi e giardini pubblici o aperti al pubblico viene interdetto l’ingresso nelle spiagge. Tutte queste misure rimarranno in vigore in Sardegna sino al 3 maggio.

Il Presidente del VenetoLuca Zaia, nel corso del quotidiano summit sui dati del Coronavirus, ha spiegato di aver “lavorato in questi giorni per una nuova ordinanza. Abbiamo limato molto, cercando di fare una cosa ordinata e rispettosa dei cittadini. Aprire o chiudere le aziende non compete a noi, ma dal Decreto del Consiglio dei Ministri. La mia ordinanza non deve essere vissuta come la fine dell’emergenza. L’ordinanza è stata fatta tenendo conto di un lockdown soft: si chiudono i Supermercati e le attivita’ commerciali la domenica e nei festivi, le misure per i mercati a cielo aperto alimentari sono confermate, quindi potranno aprire ma con misure cautelative come distanza, mascherine e guanti”, ha aggiunto Zaia. “Per gli spostamenti da casa bisogna usare le mascherine e devono essere individuali, a meno che non si accompagnino disabili o minori, e comunque e’ vietata l’uscita di casa a chi ha una temperatura corporea superiore ai 37°. Il 25 aprile e il 1° maggio è autorizzato un picnic solo nella propria proprieta’ e solo con il proprio nucleo famigliare. L’attivita’ motoria è individuale ed e’ da svolgersi in prossimita’ della propria abitazione. Ho tolto il 200 metri di distanza da casa. Utilizziamo il buonsenso”, ha precisato Zaia ha inoltre specificato che “si conferma la consegna a domicilio di alimentari e pasti e l’apertura di banche, poste, assicurazioni e professionisti, purche’ si vada su appuntamento e con le mascherine”.
“La vendita di vestiti per bambini, cartolerie e librerie è ammessa solo in negozi dedicati a queste merceologie e solo due volte la settimana. E’ ammesso il trasporto per portare i rifiuti nei punti di raccolta differenziata. Infine, è ammessa l’opera di pulizia delle spiagge. Confermate le norme sul trasporto pubblico locale”, ha concluso il presidente della Regione del Veneto.

Nel Lazio il presidente Zingaretti ha firmato un’ordinanza, il 13 aprile scorso, vietando l’apertura degli esercizi commerciali di qualsiasi dimensione per la vendita di generi alimentari “nelle giornate di sabato 25 aprile 2020 e venerdì 1 maggio 2020, ad eccezione dei centri agroalimentari all’ingrosso, delle farmacie, parafarmacie, edicole, tabaccai e aree di servizio”. Ha differito inoltre al 20 aprile l’apertura delle librerie “allo
scopo di consentire l’organizzazione da parte degli esercenti di ogni misura atta ad assicurare il distanziamento minimo tra le persone nell’accesso, nel deflusso e durante la presenza nei locali commerciali, il reperimento dei guanti monouso da distribuire all’ingresso nonché di ogni altro prodotto per effettuare l’igienizzazione dei locali”.

Nelle Marche il presidente Luca Ceriscioli ha adottato con un’ordinanza del 10 aprile la totale chiusura di tutte le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità svolte nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione anche ricompresi nei centri commerciali per i giorni 12, 25 aprile e 1° maggio.

In Umbria il presidente Donatella Tesei ha prorogato al 3 maggio 2020 lo svolgimento di un programma di esercizio mirato allemergenza per i servizi di trasporto pubblico locale eserciti da Trenitalia S.p.a. e quelli delle Società Ishtar S.c.ar.l., TPL e Mobilità, S.c.ar.l.,
ATC&Partners S.c.ar.l., Busitalia Sita Nord s.r.l.

In Sicilia il presidente Musumeci ha emanato un’ordinanza nella quale, oltre a prorogare al 3 maggio prossimo tutte le misure contenute nelle ordinanze passate, ha anche deciso che “Le uscite per gli acquisti essenziali, ad eccezione di quelle per i farmaci, sono limitate ad una sola volta al giorno e ad un solo componente del nucleo familiare. È vietata la pratica di ogni attività motoria e sportiva all’aperto, anche in forma individuale, compreso il divieto per tutte le attività motorie all’aperto di minori accompagnati da un genitore. È consentito, in caso di necessità, alle persone affette da disabilità intellettive e/o relazionali, con l’assistenza di un accompagnatore, svolgere una breve passeggiata giornaliera in prossimità della propria residenza o domicilio. Gli spostamenti con l’animale di affezione, per le sue esigenze fisiologiche, sono consentiti solamente in prossimità della abilitazione”. “È disposta la chiusura domenicale e nei giorni festivi di tutti gli esercizi commerciali attualmente autorizzati, fatta eccezione per le farmacie di turno e le edicole. Il divieto si applica anche ai servizi di consegna a domicilio, fatta eccezione per i farmaci, per i prodotti editoriali e per i combustibili per uso domestico e per riscaldamento. Nelle rivendite di tabacchi è vietato l’uso di apparecchi di intrattenimento e per il gioco. Nei mezzi di trasporto pubblico urbano è consentito l’accesso ai passeggeri nella misura massima del 40% dei posti omologati e, comunque, garantendo il rispetto della distanza minima di un metro tra gli stessi. Lo spazio riservato al conducente del mezzo deve essere opportunamente delimitato”. “E’ inibito l’ingresso nel territorio comunale ai venditori ambulanti al dettaglio, se provenienti da altri Comuni. Rimangono interdetti alla fruizione i parchi, le aree gioco, le ville, i boschi, i giardini e ogni altro spazio pubblico. Per quanto di competenza, il Corpo Forestale assicura l’osservanza della presente disposizione. Permane il divieto di gite fuori porta, di spostamento nelle cosidette seconde case e verso luoghi di villeggiatura”. “Negli esercizi commerciali di vendita e distribuzione di generi alimentari anche all’aperto, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 1 lett. dd) del DPCM del 10 aprile 2020, gli operatori sono tenuti: a) all’uso costante di mascherina; b) all’utilizzo di guanti monouso o, in alternativa, al frequente lavaggio delle mani con detergente disinfettante”.

In Molise il presidente Donato Toma ha emanato un’ordinanza che “in aggiunta alle misure statali, regionali e commissariali di contenimento del rischio di diffusione del virus già vigenti, a decorrere dal giorno 9 aprile 2020 e fino al 23 aprile 2020, con riferimento al territorio comunale di Cercemaggiore, è fatto obbligo: a) alle persone fisiche ivi residenti e/o dimoranti di dotarsi ed utilizzare idonea mascherina durante tutta la loro permanenza al di fuori del predetto territorio ove siano legittimate ad uscire da quest’ultimo ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. b), del D.P.C.M. del 22 marzo 2020; b) alle persone fisiche diverse da quelle di cui alla precedente lett. a) che transitino nel suindicato territorio di dotarsi ed utilizzare idonea mascherina durante tutta la loro permanenza sul medesimo territorio comunale di Cercemaggiore”.

In Abruzzo il presidente Marco Marsilio ha emanato un’ordinanza disponendo che: “sono chiusi al pubblico i parchi acquatici, gli stabilimenti balneari e le relative aree di pertinenza” e l’accesso a tali aree è consentito solo al personale impegnato in “attività di manutenzione e vigilanze”. Inoltre “è consentita l’attività di manutenzione di aree pubbliche e private compresi: orti, vigneti ed ortofrutticole”.

In Valle d’Aosta il Presidente della Regione Renzo Testolin ha firmato nella mattinata di oggi, martedì 14 aprile, un’ordinanza che determina le modalità per l’accesso e la permanenza nelle librerie, nelle cartolerie e nei negozi di abbigliamento per bambini che possono riprendere l’attività. L’ordinanza si è resa necessaria per dare giusta continuità alle misure sinora intraprese al fine di garantire il distanziamento sociale e per promuovere l’utilizzo di dispositivi di protezione quali forme più efficace di lotta al contagio. Sono state quindi definite specifiche misure per gli esercizi di vendita che il DPCM del 10 aprile ha inserito tra le attività che, pur nel rispetto della gradualità della ‘’ripresa’’, possono ripartire. L’ordinanza stabilisce che:

– l’accesso ai locali di vendita al dettaglio di carta, cartone e articoli di cartoleria, di libri o di vestiti per bambini e neonati dovrà essere rispettivamente effettuato da un unico ingresso;
– la permanenza nei locali destinati alla vendita di carta, cartone e articoli di cartoleria, di libri o di vestiti per bambini e neonati, con superficie complessiva sino a 40 metri quadri, è consentita ad una sola persona alla volta, fatti salvi minori di età accompagnati o persone che necessitano di accompagnamento ;
– nei locali con superficie complessiva superiore ai 40 metri quadrati, deve essere rispettata la distanza minima di un metro tra un cliente e l’altro;
– la circolazione dei venditori e degli acquirenti nei locali o parti di locali destinati alla vendita di carta, cartone e articoli di cartoleria, di libri o di vestiti per bambini e neonati avvenire indossando guanti e mascherina o altro mezzo protettivo idoneo che garantisca la copertura di naso e bocca;
– nei locali o parti di locali destinati al commercio al dettaglio di libri dovrà essere messo a disposizione dei clienti del gel igienizzante, posto in luogo ben visibile.
L’ordinanza a firma del Presidente della Regione sottolinea che è comunque opportuno privilegiare, quale modalità di acquisto, la prenotazione dei libri e del materiale di cartoleria da acquistare.

In videoconferenza il presidente della Provincia autonoma di TrentoMaurizio Fugatti, e l’assessore alla salute Stefania Segnana, hanno illustrato i contenuti della nuova ordinanza, che in parte riprende il Dpcm del 10 aprile. L’ordinanza proroga fino al 3 maggio le misure restrittive sin qui adottate per il contenimento dell’emergenza epidemiologica, consente l’apertura delle attività produttive all’aperto, ma non consente la riapertura di librerie, cartolerie e negozi di vestiti per bambini e neonati. Tra le novità l’obbligo da domani di indossare le mascherine anche sui mezzi di trasporto pubblico locale. Stiamo ragionando sulla fase 2 – ha esordito il presidente Fugatti – il gruppo di esperti che abbiamo nominato sta dialogando con tutte le parti sociali e domani è fissato un incontro con i capigruppo del Consiglio provinciale. Sappiamo, e lo abbiamo ribadito più volte, che dovremo convivere con il virus. Le aziende riapriranno, ma in un ambiente di lavoro in grado di garantire le giuste distanze e i dispositivi di protezione, senza affollamenti. Il nostro compito è costruire un protocollo diverso che ci consenta di contenere il contagio anche nella seconda fase”. E proprio in questa direzione si muove l’ordinanza firmata oggi dal presidente Fugatti, che spiega: “Il rallentamento della curva dei contagi è dovuto ai grandi sacrifici che abbiamo fatto in queste settimane e dei quali voglio ringraziare tutti i trentini, ma dobbiamo però proseguire. Non ravvisiamo la necessità di riaprire negozi per neonati e librerie, però queste attività potranno effettuare consegne a domicilio. Non prevediamo misure che alleggeriscano le regole individuali stabilite fino ad oggi, mentre sui mercati la decisione è in capo ai singoli Comuni che possono scegliere autonomamente”. Allentamenti sono invece previsti per le attività produttive, esclusivamente all’aperto: “Va precisato che si tratta di una facoltà, non di un obbligo – prosegue il presidente – e che devono comunicarlo al Commissariato del Governo e rispettare rigorosamente le indicazioni, ovvero distanze e mascherine, nonché controllare la temperatura di tutti i lavoratori: chi ha una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi deve allontanarsi, come anche chi ha familiari positivi. Infine è necessario individuare una figura di referente in ogni impresa”. Per i cantieri al chiuso: “Sono ammessi limitatamente ai lavori che possono essere svolti senza la compresenza di più persone nel medesimo luogo”. Altre indicazioni importanti sono arrivate sul fronte dell’utilizzo di mascherina, obbligatorie nei punti vendita aperti come già detto, e guanti che se non sono stati reperiti, possono essere sostituiti da soluzione disinfettante. Sono inoltre consentiti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sulla rete viaria, sempre rispettando le indicazioni di distanziamento sociale. Infine gli operatori agrituristici possono consegnare pasti e bevande a domicilio e chi ha un orto nel proprio comune di residenza potrà coltivarlo.

Il presidente della Provincia autonoma di BolzanoArno Kompatscher, ha firmato una nuova ordinanza contingibile e urgente che recepisce i contenuti del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 aprile scorso. La nuova ordinanza contingibile e urgente – la numero 20 – recepisce per la provincia di Bolzano le disposizioni nazionali, modificandone alcune per adeguarle alla realtà locale. Obiettivo della nuova ordinanza è di allentare le misure restrittive, senza però incrementare il rischio di diffusione del nuovo Coronavirus, spiega il presidente della Provincia: “Abbiamo sfruttato l’esistente margine di manovra a nostra disposizione e adeguato il più possibile le misure nazionali alla specifica situazione dell’Alto Adige”.
L’ordinanza prevede che gli spostamenti dalla propria abitazione “a piedi” debbano essere sempre autorizzati.Su chiarisce che l’attività motoria rispetta comunque il requisito del distanziamento sociale se lo spostamento dalla propria abitazione avviene a piedi e se vengono comunque rispettate le norme di distanziamento sociale – almeno tre metri fra le persone – e se si indossa la mascherina, per evitare così ogni eventuale possibilità di contagio in caso di incontro con altre persone. I sindaci possono tuttavia scegliere di adottare norme diverse e, se necessario, più restrittive, in ragione della maggiore densità abitativa o dei dati relativi all’evolversi dell’epidemia. Sono autorizzati da domani gli spostamenti all’interno del territorio provinciale per fare visita al proprio compagno e/o ai propri figli. Possono riaprire le librerie, autorizzate nuove attività. Un ulteriore allentamento delle restrizioni riguarda quelle attività lavorative che possono essere portate avanti individualmente o insieme a collaboratori che condividono la medesima abitazione. Se finora l’autorizzazione riguardava “le attività di preparazione” questa viene ora estesa a “tutte le attività”, purché si continui a evitare il contatto con la clientela. Dal decreto nazionale viene mutuata anche la riapertura di negozi di cartoleria, librerie e negozi di abbigliamento per bambini.
Il presidente della Provincia Kompatscher si dice consapevole che le attenuazioni alle misure restrittive licenziate oggi rappresentano “un piccolo, circospetto passo” verso la ripartenza: “La maggioranza della popolazione altoatesina si è comportata sinora in modo eccezionale”. Il risultato di questo comportamento sono i segnali incoraggianti registrati negli ultimi giorni come il calo dei pazienti ricoverati in terapia intensiva. “Le misure approvate oggi non sono assolutamente un liberi tutti. Anzi, occorre continuare a mantenersi disciplinati: solo se continuiamo ad attenerci alle regole evitando ogni possibile occasione di contagio, possiamo porre le basi epidemiologiche per il prossimo, grande passo ossia la vera e propria ripresa delle attività sociali ed economiche. Kompatscher rassicura: “Continuerò a chiede al Governo il potere di definire a livello regionale le strategie e tempistiche per la ripartenza”. Essi vanno orientati sulla base delle autonomie decisionali delle regioni e delle province autonome. “La strada per la ripartenza va concordata, così come abbiamo fatto sinora, con gli epidemiologi e i rappresentanti delle associazioni datoriali e sindacali” conclude Kompatscher.

Anche in Calabria sono state prorogate fino al 3 maggio le misure di contenimento del contagio adottate dalla Regione nelle scorse settimane. È quanto stabilito dall’ordinanza regionale emanata dal presidente Jole Santelli. Ci si potrà continuare a spostare da un comune all’altro solo per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o stato di necessità o per motivi di salute e di assistenza a persone non autonome. Le persone domiciliate o residenti in Calabria che rientrano da altre regioni o dall’estero, dovranno comunicare la propria presenza al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale del proprio territorio compilando il modulo al sito emergenzacovid.regione.calabria.it e dovranno dimostrare che il proprio rientro è giustificato da valide motivazioni. Tutte le attività ambulatoriali non urgenti restano sospese fino al 26 aprile, così come i ricoveri differibili. Nei Comuni di: Chiaravalle Centrale (CZ); Bocchigliero (CS); Oriolo (CS); Rogliano (CS); Melito Porto Salvo (RC); Montebello Jonico (RC); Fabrizia (VV); Serra San Bruno (VV) e Cutro (KR) rimangono vigenti il divieto di allontanamento e di accesso tranne che per gli operatori sanitari e socio-sanitari, il personale impegnato nei controlli e nell’assistenza alle attività riguardanti l’emergenza, le forze dell’Ordine. Possono entrare ed uscire dai comuni indicati gli esercenti delle attività consentite sul territorio ai sensi del DPCM 10 aprile 2020 e quelle strettamente strumentali alle stesse. Per il Comune di San Lucido (CS) resta vigente l’ordinanza n. 27 del 09 aprile 2020.

In Toscana come previsto da DPCM Riaprono alcune attività commerciali. ma nella Regione ci saranno però alcune prescrizioni in più da rispettare, che riguardano le distanze, i modi per raggiungere il luogo di lavoro, l’eventuale l’accesso anche e la sanificazione. L’ha stabilito il presidente della Toscana con un’ordinanza firmata nel giorno di Pasquetta; e se queste condizioni non saranno rispettate, i negozi non potranno riaprire. “Si tratta di ulteriori misure restrittive – spiega Enrico Rossi – per la salute di tutti, perché prima ancora di discutere quando riaprire è importante soffermarsi su come riaprire, per la massima sicurezza dei lavoratori e il contenimento del virus”. Dal 14 aprile, per decisione del governo possono alzare i bandoni cartolibrerie e librerie, negozi di vestiti per bambini e neonati. Non è ancora la fatidica ‘fase due’, quanto semmai una ‘fase intermedia’. Potranno rimettersi in moto anche attività come la selvicoltura, la manutenzione delle aree forestali e delle opere idrauliche, le aziende della filiera di carta e cartone. L’ordinanza regionale sulle prescrizioni da seguire riguarda i negozi di questi settori, che contano in Toscana secondo Irpet circa 7300 unità di lavoro. “Ho deciso di partire da qui – spiega Rossi -, perché è la categoria con il maggior impatto sulle persone. Domani e nei prossimi giorni mi occuperò però anche delle aziende che hanno già ricevuto nel frattempo l’autorizzazione a riaprire, magari col silenzio-assenso, e di quelle attività che lo potranno fare nelle prossime settimane”. Il ragionamento è semplice e chiaro: se non si adottano idonee procedure, si rischia di aggravare la situazione epidemiologica e far impennare di nuovo la curva dei contagi. Ecco così le norme che in Toscana dovranno essere seguite. Al primo punto c’è la sanificazione dei locali, compresi gli impianti di aerazione se presenti, da farsi prima di tornare a tirare su le saracinesche. La seconda avvertenza riguarda le condizioni di salute: in caso di febbre o altri sintomi influenzali il lavoratore è obbligato a rimanere casa e il datore di lavoro deve assicurarsi ogni giorno, all’inizio del turno, il rispetto della disposizione, anche mediante autocertificazione del dipendente.
Non meno importante è il tema dei mezzi di trasporto: lo spostamento dal proprio domicilio al posto di lavoro (e viceversa) è preferibile che avvenga individualmente“. Valgono poi le raccomandazioni di prevenzione oramai diventate un’abitudine quotidiana: pulizia delle mani, indossare guanti monouso e mascherine in tutte le possibili fasi lavorative che assieme ai detergenti dovrà fornire il datore di lavoro, la distanza di sicurezza tra le persone (che in Toscana dovrà essere di almeno un metro e 80 centimetri e non solo un metro). Nell’ordinanza toscana si invita, per quanto possibile, anche a posizionare pannelli di separazione tra i lavoratori e l’utenza.

Il presidente della Regione BasilicataVito Bardi, ha emanato l’ordinanza n. 17 dell’11 aprile 2020. In particolare, l’ordinanza conferma e proroga fino al 3 maggio 2020 le ordinanze regionali già adottate contenenti ulteriori misure restrittive rispetto a quelle disposte dallo Stato, per evitare la diffusione del Covid-19. L’ordinanza è pubblicata sul Bur speciale n. 35 e sul sito istituzionale della Regione Basilicata.

L’utilizzo di una mascherina, o comunque di una protezione a copertura di naso e bocca, diventa obbligatorio ogni qualvolta si esca dall’abitazione; la distanza interpersonale da osservare è confermata a un minimo di un metro. Tali disposizioni si applicano automaticamente a tutte le situazioni esterne alla propria abitazione. Lo prevede l’ordinanza contingibile e urgente numero 10, emanata dal Presidente del Friuli Venezia GiuliaMassimiliano Fedriga. Il provvedimento, che sarà in vigore fino al 3 maggio, proroga le misure di contenimento dei contagi da coronavirus per evitare situazioni di aggravamento del rischio sanitario, anche in considerazione delle caratteristiche anagrafiche della popolazione del Friuli Venezia Giulia, la cui componente anziana – la più vulnerabile – è particolarmente nutrita. L’ordinanza ribadisce che nella giornata di domenica e nei festivi dovranno rimanere chiuse tutte le attività commerciali di qualsiasi natura, fatte salve le farmacie, le parafarmacie, le edicole e gli esercizi nelle aree di servizio situati lungo la rete autostradale e a servizio di porti ed interporti.
Le modalità d’accesso all’interno degli esercizi aperti al pubblico limitano gli ingressi a un solo componente del nucleo familiare, salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone. L’ordinanza precisa che restano possibili, anche nella giornata di domenica e nei giorni festivi, tutti i servizi di consegna a domicilio. Inoltre, nessuna restrizione è prevista rispetto alla riapertura consentita dall’ultimo Dpcm di una serie di esercizi, tra cui cartolibrerie, librerie, negozi per bambini e neonati e lavanderie.
Per quanto concerne i mercati all’aperto e al chiuso di generi alimentari, saranno ammessi solo laddove il sindaco abbia adottato un piano che preveda, per venditori e compratori, alcune condizioni minime: l’uso obbligatorio di guanti monouso e mascherine o comunque una protezione a copertura di naso e bocca; la presenza di un unico varco d’accesso separato da quello di uscita; il contingentamento delle presenze. Inoltre, nel caso di mercato all’aperto, il piano deve contenere la perimetrazione dell’area commerciale.
Relativamente ai guanti monouso, l’obbligo è esteso a tutti gli esercizi commerciali. Quelli non alimentari possono, in alternativa, mettere a disposizione dei clienti soluzioni idroalcoliche con cui igienizzarsi le mani.
Nei supermercati e nelle farmacie è inoltre raccomandata la rilevazione della temperatura corporea degli avventori e del personale.
È infine ammessa l’attività di manutenzione del verde su aree pubbliche e private e delle spiagge in concessione.Il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, ha firmato anche una ordinanza contingibile e urgente, la numero 9, per il contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. In sostanza il provvedimento proroga, con efficacia dal 14 aprile e fino al 3 maggio, le precedenti ordinanze (la numero 2 del 13 marzo e la 5 del 25 marzo, già prorogata fino al 13 aprile con ulteriore ordinanza n. 6 del 3 aprile) riguardanti la riduzione e la soppressione dei servizi di trasporto pubblico locale.
L’ordinanza prevede di demandare alle aziende di trasporto, anche sulla base delle azioni sui servizi individuate dalla cabina di regia sul Tpl, coordinata dall’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Graziano Pizzimenti, e di cui fanno parte le aziende esercenti i servizi di trasporto pubblico locale automobilistico, ferroviario e marittimo e le organizzazioni sindacali, la definizione ed attuazione di ulteriori puntuali rimodulazioni, ferma restando la necessità di preservare un servizio sul territorio che risponda alle esigenze di mobilità e assicurando la preventiva informazione ai viaggiatori.
In caso i decreti prevedano in futuro aperture di attività di impresa la cabina di regia è pronta a qualsiasi cambiamento per consentire ai lavoratori di raggiungere le rispettive sedi. Va richiamato che sui servizi di trasporto pubblico locale è obbligatorio l’uso della mascherina o, in alternativa, di una copertura per il naso e la bocca (foulard, sciarpa, copricollo), mentre è facoltativo l’utilizzo di guanti. In particolare è fatto obbligo a chiunque acceda ai servizi di trasporto pubblico automobilistici, ferroviari e marittimi, di mantenere la distanza interpersonale di sicurezza e di fare usoddella mascherina o comunque di una protezione a copertura di naso e bocca e di ogni altra precauzione per evitare il contagio. Tali prescrizioni devono essere rispettate anche nei servizi pubblici non di linea, quali taxi o vetture a noleggio con conducente.

In Liguria abbiamo lavorato ad  un’ordinanza in cui diamo delle “specifiche che ritengo di buon senso: solo per fare degli esempi – ha spiegato il Presidente Giovanni Toti – se da un lato l’agricoltura ha continuato a lavorare, è logico che chi ha un orto o un frutteto, e lo coltiva per le esigenze della sua famiglia debba poterlo curare senza lasciar morire le piante, così come è normale che i giardinieri possano lavorare. Oltre a questo, mi sembra logico che le piccole manutenzioni concesse per le fabbriche nel Decreto del Presidente del Consiglio possano essere concesse anche agli stabilimenti balneari e ai chioschi che devono essere approntati, sistemati e manutenuti in vista della stagione estiva, con interventi che spesso vengono fatti in economia e necessitano di tempo per essere eseguiti. Il tutto – precisa Toti –  ovviamente con cantieri isolati e senza contatto con altre persone. Si tratta di piccole misure che possono dare un minimo di fiato al tessuto di micro e piccole imprese del nostro territorio. Poi partirà il lavoro con le prefetture, i sindacati e le associazioni degli imprenditori per cominciare a costruire quell’insieme di regole che saranno indispensabili per arrivare alla riapertura del Paese”.

Il Piemonte prosegue con la linea del rigore per il contenimento del coronavirus. Tutte le regole in vigore in questo momento sul territorio regionale saranno prorogate fino al 3 maggio. Restano quindi chiuse anche le librerie, le cartolibrerie e i negozi di abbigliamento per l’infanzia.  Resta salva, però, la possibilità di vendita con consegna a domicilio per tutte le diverse categorie merceologiche. Lo comunica il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che questa mattina ha convocato una Giunta per affrontare il tema dell’ordinanza che verrà firmata nelle prossime ore. “Oggi è un giorno che abbiamo sempre vissuto come una festa e so che per tutti è un grande sforzo continuare a mantenere e rispettare la linea del rigore, ma è l’unico modo per non vanificare i sacrifici fatti finora“, ha commentato il presidente Cirio. “Capiamo bene la difficile situazione che stanno vivendo i nostri commercianti – sottolinea l’assessore alla Cultura, Turismo e Commercio della Regione Piemonte Vittoria Poggio – ma le esigenze di tutela della salute ci impongono queste scelte. Non li lasceremo però soli, non soltanto sostenendoli in ogni forma di vendita a domicilio oggi, ma soprattutto con misure economiche specifiche di risarcimento per chi, come loro, ha subito insieme alla chiusura anche la concorrenza della grande distribuzione”. Martedì 15 aprile inoltre, la Giunta proseguirà il suo confronto con il Politecnico di Torino e le categorie, settore per settore, con l’obiettivo di definire un documento da proporre al governo ed essere pronti, non appena le condizioni lo consentiranno, ad un piano di riapertura delle attività produttive nel rispetto della sicurezza. Sempre martedì, insieme a prefetture ed Ance verrà fatto anche un approfondimento sulla situazione dei cantieri.

Il presidente della Regione PugliaMichele Emiliano, d’intesa con l’assessore regionale ai Trasporti Giovanni Giannini, ha emesso quest’oggi un’ordinanza contenente la proroga di alcune misure, da adottare sull’intero territorio regionale per tutte le imprese del TPL, relative al funzionamento dei trasporti pubblici locali con lo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19. Fondamentalmente riguardano tre aspetti, e cioè la riduzione delle corse laddove ci sia una minore domanda, l’adozione di interventi straordinari di sanificazione e l’adozione di misure organizzative in grado di far rispettare la distanza interpersonale di minimo un metro.
Nello specifico le misure adottate, qui di seguito elencate, decorrono da martedì 14 aprile 2020 e sino al 3 maggio 2020:
– sospensione di tutti i servizi ad accesso indifferenziato classificati scolastici, scolastici bis e scolastici integrativi fino a tutto il 3 maggio 2020;
– riduzione dei servizi ordinari feriali, fino a tutto il 3 maggio 2020, in misura pari al 50% dell’ordinario programma di esercizio, nelle fasce orarie a minore domanda 9:00-12:00, 15:00-18:00, privilegiando le corse che registrano il minor numero di utenti;
– mantenimento di tutti i servizi ordinari “giornalieri” con frequenza 365 gg, incrementando, laddove necessario, il numero dei mezzi e/o delle corse necessarie a garantire un maggior distanziamento a bordo tra i passeggeri;
– adozione di interventi straordinari di sanificazione ciclica dei mezzi da compiersi ogni due settimane con prodotti a base di cloro o altro idoneo disinfettante;
– adozione di interventi giornalieri di pulizia e sanificazione di tutte le superfici interne dei mezzi maggiormente a contatto con i viaggiatori con prodotti a base di cloro o altro idoneo disinfettante;
-adozione di misure organizzative che assicurino una distanza interpersonale di almeno 1 metro fra i passeggeri trasportati.
Sono anche adottate sull’intero territorio regionale, a decorrere dal 14 aprile 2020, nei confronti di tutte le imprese di trasporto pubblico regionale locale ferroviario, previa diffusa informativa al pubblico, le ulteriori seguenti misure:
– riduzione, fino a tutto il 3 maggio 2020, dei servizi ferroviari, in misura massima del 60% dell’ordinario programma di esercizio, privilegiando le fasce orarie di minore domanda, subordinatamente all’approvazione della conseguente riprogrammazione del servizio da parte della Sezione TPL dell’Assessorato ai Trasporti della Regione; la riprogrammazione contenente la riduzione dei servizi, che dovrà salvaguardare le fasce orarie pendolari, sarà oggetto di monitoraggio, a cura delle imprese stesse, attraverso la quotidiana rilevazione delle frequentazioni e potrà essere modificata, sempre subordinatamente alla approvazione della Sezione TPL   dell’Assessorato ai Trasporti della Regione.
– adozione di interventi straordinari di sanificazione ciclica dei mezzi da compiersi ogni due settimane con prodotti a base di cloro o altro idoneo disinfettante;
– adozione di interventi giornalieri di pulizia e sanificazione di tutte le superfici interne dei mezzi maggiormente a contatto dei passeggeri;
– adozione di misure organizzative che assicurino una distanza interpersonale di almeno 1 metro fra i passeggeri trasportati.
I Prefetti sono territorialmente competenti per assicurare l’esecuzione e il rispetto di queste misure.

“Restano in vigore fino al 3 maggio le misure restrittive di contrasto alla diffusione del CoVid19 gi attive sul territorio regionale. Il presidente Attilio Fontana ha infatti firmato questa mattina la nuova ordinanza, a valle delle decisioni assunte ieri dal Governo”.si legge in una Nota la Regione Lombardia.  “Il documento – prosegue la Nota – conferma la chiusura degli alberghi (con le eccezioni gia’ in vigore), degli studi professionali (che proseguono l’attivita’ in smart working, salvo eccezioni per particolari scadenze) dei mercati all’aperto e tutte le attivita’ non essenziali. Inoltre, sara’ possibile acquistare articoli di cartoleria, di fiori e piante all’interno degli esercizi commerciali che vendono alimentari o beni di prima necessita’, gia’ aperti.  Saranno sempre possibili le vendite con la consegna a domicilio, osservando le regole stringenti gia’ in vigore per questa modalità”.
“Infine il provvedimento – conclude la Nota – in analogia a quanto stabilito dal nuovo DPCM, lascia aperti – con le consuete regole relative a igiene e distanziamento – i negozi per la vendita di articoli per neonati e bambini”. lp/AGIMEG

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