Poker live: la questura di Treviso pronta ad una maggiore tolleranza

L’embargo, dopo quattro anni e tre mesi sembra essere finito: a Treviso e provincia i tornei di poker Texas hold’em “live” potrebbero essere vissuti con più tolleranza dalle forze dell’ordine. «Stiamo valutando come rimettere mano al divieto», è la formula prudenziale della Questura, che il 6 novembre del 2009 fece inserire il gioco delle due private cards nella lista di quelli proibiti, con un provvedimento a firma dell’allora questore Carmine Damiano. Per l’ufficialità della revoca (o comunque modifica sostanziale) è questione di giorni. A forzare la mano – secondo la Tribuna di Treviso –  e i tempi è stato Danilo Cietto, imprenditore del settore delle sale da gioco, forte di una sentenza che a giugno dello scorso anno lo ha assolto dall’accusa di gioco d’azzardo per aver gestito quella che, secondo Questura e Procura, era una “bisca” clandestina a Povegliano. Nei giorni scorsi  (31 gennaio) Cietto ha riaperto una sala in cui si gioca a Texas hold’em: si trova in zona Fonderia, a Treviso, all’interno del locale “Fair Play”.
Ma allora si può già oppure no? «Il regolamento a firma di Carmine Damiano è ancora in vigore», spiega Ciro Pellone, dirigente della divisione di polizia amministrativa, «ma in questi giorni stiamo valutando con il questore di rimetterci mano. Le recenti sentenze penali vanno tenute in considerazione». Il dirigente non fa mai il nome di Cietto, ma è chiaro che la questione legale è proprio quella. «Ci sono stati casi di denunce poi cadute in tribunale», dice Pellone, «e dobbiamo tenerne conto, anche se il giudice penale non può annullare un provvedimento amministrativo, solamente il Tar può farlo. Può però disapplicarlo, cosa che è successa». In sostanza, il giudice non può gettare nel cestino il divieto del questore del 2009, ma può (e così è stato) assolvere chi non lo rispetta.