Operazione GdF: con il Decreto Dignità e leggi Regionali proibizionistiche sul gioco più spazio a Mafia e organizzazioni criminali

L’operazione di oggi della Guardia di Finanza, che ha smantellato una rete di scommesse illecite online con un giro d’affari di oltre 4 miliardi di euro ed arrestato 68 persone, potrebbe essere solo l’inizio di una nuova stagione di lotta, per quanto riguarda il mercato del gioco, tra Stato e criminalità. Si tratta di un’operazione importante che mette tra l’altro in risalto l’importanza del settore del gioco pubblico, legale e controllato. Con il Decreto Dignità del luglio scorso, il Governo ha deciso l’abolizione totale della pubblicità sul gioco legale. La pubblicità, oltre che a sostegno dell’attività imprenditoriale, nel settore del gioco ha anche una funzione di guida per l’utente. La pubblicità soprattutto per il gioco online, permette infatti alle persone di poter capire quali siano le aziende che offrono gioco autorizzato e quelle che invece sono illegali e che, nella maggior parte dei casi, sono controllate (come dimostra anche l’operazione di oggi) dalla criminalità organizzata. Il divieto di pubblicità sul gioco, che scatterà in maniera totale nell’estate del prossimo anno, non permetterà quindi più all’utente di avere l’immediata percezione di giocare su un sito legale o illegale. A tutto questo si sono aggiunte alcune Leggi regionali che sono intervenute sugli orari di apertura dei negozi che offrono gioco e sull’espulsione dalle città degli stessi attraverso i cosiddetti distanziometri. Anche in questo caso si tratta di interventi che favoriscono la recrudescenza del gioco illegale e danno linfa alle organizzazioni criminali. Dove lo Stato lascia dei “buchi”, si infila subito l’illegalità. Quando le sale rimangono chiuse, ad offrire gioco sono quelle illegali. Quando i negozi vengono allontanati dalle città con distanziometri senza alcuna logica, al loro posto si inseriscono sale camuffate in cui prospera il gioco illecito. es/AGIMEG

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