Nomisma, BPER Banca e Comune di Bergamo ‘Gioco d’azzardo. Dall’analisi dei dati alle azioni concrete per il territorio’: tutti gli interventi

Tangerini (Resp. Rel. Esterne BPER Banca): “Nostro istituto attivo nel contrastare il gioco d’azzardo patologico, ma va fatta distinzione con il gioco che è attività economica lecita”

“La nostra banca, insieme a molti altri attori, è attiva a contrastare il gioco d’azzardo patologico che è una malattia, mentre il gioco d’azzardo è un’attività lecita, seppur controversa”. E’ quanto ha affermato il Responsabile delle Relazioni Esterne di BPER Banca, Eugenio Tamberini, durante il webinar ‘Gioco d’azzardo. Dall’analisi dei dati alle azioni concrete per il territorio’. “Il GAP è diventata una piaga soprattutto negli ultimi sia in considerazione della crisi e sia per la giovane età, con un rischio altissimo di infiltrazione della criminalità organizzata”.

Kuhn (CBO Lombardia BPER Banca): “Se banca ha ambizione di essere etica deve combattere il fenomeno del GAP”

“A me la cosa che ha particolarmente colpito è la trasversalità generazionale e di come gli effetti del GAP siano particolarmente presenti nelle province. Ci sono dei territori italiani che hanno dei numeri impressionanti ed è preoccupante il fatto della giovane età. Questi effetti toccano sicuramente tutta la famiglia coinvolta”. E’ quanto ha affermato il Chief Business Officer Lombardia di BPER Banca, Vittorio Stefano Kuhn, durante il webinar ‘Gioco d’azzardo. Dall’analisi dei dati alle azioni concrete per il territorio’. “Credo che una banca se ha ambizione di essere banca di prossimità e se ritiene che ci sia un comportamento etico, questo evento è il modo di dimostrarlo”.

Oliviero Rinaldi (ATS Bergamo): Numero di persone a rischio di gioco problematico indicano che dobbiamo agire”

“Quello che caratterizza l’Agenzia di Tutela alla Saluta è l’approccio traversale e multidisciplinare, ovvero la cooperazione con gli enti che concorrono a promuovere la salute nel nostro territorio. Noi siamo il braccio della Regione sul territorio”. E’ quanto ha affermato il membro dell’ATS di Bergamo, Oliviero Rinaldi, durante il webinar ‘Gioco d’azzardo. Dall’analisi dei dati alle azioni concrete per il territorio’.

“Sono contento che istituti di credito come BPER siano stati promotrici insieme ai nostri istituti per promuovere iniziative volte a contrastare il GAP. Sono felice che sia presente anche la scuola che è fondamentale perché forma la nostra società futura. Quindi, un coinvolgimento immediato per capire cosa è buono e cosa no è importante. Noi sappiamo che nel nostro territorio ci sono 28mila persone ammalate di gioco d’azzardo problematico e circa un migliaio di giovani a rischio. Questi numeri indicano che dobbiamo agire”.

Silvia Zucconi (Nomisma): “Quota di frequent player tra i giovani si sta riducendo nel tempo”

“Sono assolutamente convinta che i numeri sono fondamentali per comprendere i fenomeni e il monitoraggio dei comportamenti di gioco d’azzardo, in questo momento complesso, è un importante strumento per andare a sviluppare delle strategie di sensibilizzazione e prevenzione. La nostra ricerca ha raccolto numeri recentissimi e prende in considerazione quanto vale il gioco in Italia, come si comportano i giovani e gli anziani. Abbiamo preso questi due target perché li crediamo i più sensibili e quelli da monitorare maggiormente”. E’ quanto afferma la Responsabile Market Intelligence di Nomisma, Silvia Zucconi, durante il webinar ‘Gioco d’azzardo. Dall’analisi dei dati alle azioni concrete per il territorio’.

Nel 2020 le giocate in Italia valgono 88 miliardi di euro, cifra ridimensionata a causa della pandemia che con le restrizioni ha chiaramente ridotto l’accesso alla rete fisica causando una decrescita della raccolta complessiva del 17% rispetto al 2018. La raccolta di gioco va letta in chiave longitudinale e rispetto al 2007 la raccolta di gioco va segnare il +108% in soli 13 anni. Questo significa che la spesa degli italiani in gioco sta aumentando e nel 2020 le giocate sono state prevalentemente fatte online. Raccolta da gioco che solo in parte ritorna in vincite poiché 75 miliardi ritorna in vincite, mentre le perdite nette ammontano a 13 miliardi di euro. I 13 miliardi rappresentano circa il 10% della spesa alimentare delle famiglie italiane e sono più della metà dei soldi che il Governo sta mettendo a sostegno dell’assegno unico per famiglie con figli”.

“Gli italiani hanno una raccolta da gioco che si sviluppa su diversi giochi. L’anno scorso il gioco che ha catalizzato più raccolta, con 37 miliardi, è stato quello dei giochi di abilità e di carte a distanza. 19 miliardi sono stati invece giocati nelle newslot, invece 11 miliardi dedicate alle scommesse. A livello regionale, riferito alla rete fisica, la Lombardia guida con 7 miliardi di raccolta con un evidente nesso con la dimensione demografica della Regione e disponibilità di reddito. Per quanto riguarda l’ultimo anno, sono stati aperti 4 milioni di conti di gioco online e questo testimonia che molti target della popolazione sono stati raggiunti”.

“E’ importante capire anche l’attitudine dei giocatori. Lo abbiamo fatto con i giovani e nella fascia che va dai 14 ai 19 anni dichiara che il 42% di loro ha avuto almeno un’occasione di gioco. Il 5% è definito frequent player perché gioca tutti i giorni o una volta a settimana. Questa è una quota che, nel tempo, si sta progressivamente riducendo. L’osservatorio nato nel 2015 segnalava una quota pari al 54% in questo target. E’ più probabile trovare un gioco d’azzardo tra i maschi, rispetto alle donne. Un altro elemento caratterizzante è il tipo di istituto: chi frequenta un istituto professionale ha una possibilità di entrare in contatto con il gioco rispetto a chi va al liceo”.

“Anche l’area geografica è un elemento caratterizzante: al Sud c’è una propensione a giocare maggiore rispetto al Nord. Uno degli aspetti di questa ricerca evidenzia come l’accesso al gioco non sia interdetto ai minorenni, infatti il 38% dei ragazzi dai 14 ai 17 anni hanno avuto una opportunità di gioco. Questo è un punto di attenzione che va rilevato e su cui occorre lavorare. Ovviamente anche le abitudini del contesto familiare e dei propri pari influenzano i ragazzi. Uno su tre dei ragazzi gioca online e i giochi più usati sono le scommesse sportive e giochi di carte o abilità. L’88% dei ragazzi spende meno di 5 euro a settimana, dunque in termini assoluti non sono cifre alte ma ricondotte al budget dei ragazzi assumono un contesto da monitorare. Il 39% dei ragazzi si avvicinano al gioco per curiosità, mentre il 38% gioca perché ha bisogno di soldi. Il 9% invece dichiara di aver giocato perché ha visto un bonus su internet e quindi questo è un altro elemento da controllare. Inoltre, il 48% dei ragazzi non riferisce alla famiglia in maniera trasparente il suo comportamento di gioco. Il 28% dei ragazzi si dichiara da gaming ripetuto, ed è una quota molto elevata”.

“Questi sono alcuni segnali che fanno intravedere che talvolta il gioco passa da divertimento a problematicità. Il 9% dei ragazzi che abbiamo intervistato ha un approccio al gioco problematico. Va sottolineato che il gioco problematico non equivale al gioco patologico che va valutato da staff medici e non per autovalutazione, ma all’interno di questo 9% ci sarà sicuramente una quota di giocatori patologici. Lo scenario Covid è complesso anche dal punto di vista emotivo e il 65% dei ragazzi ha riferito che l’umore è certamente peggiorato e ciò può essere il fattore scatenante di abitudini per alleviare l’ansia. Il 73% dei giovani riempie le giornate con maggiore utilizzo di internet e questo credo sia un elemento che vada monitorato perché online ci sono diversi pericoli”.

Tra gli Over 65 c’è una quota elevata che gioca almeno una volta al mese. Sulla rete fisica i Gratta e Vinci, Lotto, Superenalotto e WinforLife sono i giochi preferiti, mentre online sono le scommesse sportive. Oltre il 60% degli Over 65 giocano da 10 anni, mentre il 5% ha iniziato a giocare durante la pandemia. Negli Over 65 la quota dei giocatori problematici ammonta al 12%”.

Biffi (Resp. Prevenzione Dipendenze ATS Bergamo): “Banche hanno ruolo importante per intercettare precocemente il giocatore patologico”

“I dati dicono che a Bergamo si gioca un po’ di più rispetto alla media nazionale e regionale. Lo studio di Nomisma ci dà degli spunti che in parti confermano alcune analisi e in parte danno alcuni spunti nuovi. Abbiamo stime che ci dicono che ci sono circa 28mila che hanno una situazione di gioco problematico e 60mila adulti che hanno un rischio medio-basso di svilupparlo. Inoltre, ci sono un migliaio di minorenni che sono già in una situazione problematica e circa 1.500 rischiano di entrarci. La media di gioco a Bergamo rimane molto alta anche nel 2020”. E’ quanto afferma il Responsabile della Prevenzione delle Dipendenze dell’ATS di Bergamo, Luca Biffi, durante il webinar ‘Gioco d’azzardo. Dall’analisi dei dati alle azioni concrete per il territorio’.

“In sintesi, si può dire che a Bergamo si gioca tanto e i giocatori problematici, come dicono anche dati nazionali, si rivolgono poco ai servizi e sono difficilmente agganciabili perché il comportamento da GAP è un comportamento che si riesce a nascondere meglio rispetto ad altre dipendenze. Da un punto di vista preventivo questo ci mette di fronte alla necessità di intervenire su più livelli”.

Gli istituti di credito hanno una parte importante nella prevenzione e da qui è partita la collaborazione poiché questi istituti sono diffusi capillarmente sul territorio e perché impattano con il problema da diversi punti di vista. Innanzitutto, vedono conti corrente che vanno in rosso e sanno se si trova in quella situazione a causa del gioco e a volte devono gestire la relazione con il cliente che chiede un prestito seppure è in difficoltà economica. Le banche possono avere un ruolo importante sul tema dell’intercettazione precoce attraverso il contatto con il giocatore che ha un disturbo di gioco. Peraltro, alcune realtà del mondo creditizio hanno attivato delle policy proprio su questi temi”.

“Nel 2018 abbiamo mandato una proposta di collaborazione agli istituti di credito e 5 di esse hanno risposto: BPER, Banca Etica, Ubi Banca, Unipol e Credito Cooperativo. Tra le proposte di lavoro troviamo l’attenzione al cliente con disturbo del GAP, gestione dei conti corrente in rosso, sensibilizzazione e diffusione sulle reti di accoglienza. L’idea di oggi è anche quella di lanciare la palla: ovvero ampliare la rete di collaborazione”.

“Un’azione su cui sarebbe importante fare una riflessione, per esempio il posizionamento degli sportelli ATM nei pressi dei locali da gioco e, lavorando nella formazione obbligatoria per i gestori dei locali, ci è stato raccontato che spesso dopo le perdite molti giocatori prelevano soldi per tornare a giocare. Un altro tema è l’inibizione delle carte di credito sugli esercizi commerciali e BPER è già attiva su questo. Un altro aspetto è l’attivazione di policy aziendali che prevedano best practices finalizzate al contenimento dello sviluppo del gioco problematico”.

Zacchi (Resp. ESG Strategy BPER Banca): “Carte di credito emesse dal nostro istituto sono inibite da punti vendita o siti di gioco”

“Noi già dal 2012 mettevamo in campo delle pratiche per limitare i problemi derivanti dal gioco. Noi siamo la terza banca a livello nazionale e abbiamo una grande responsabilità. Una delle azioni è stata quella di contrasto al gioco d’azzardo patologico, facendo riferimento al codice etico e alla policy di sostenibilità”. E’ quanto ha affermato la Responsabile ESG Strategy BPER Banca, Giovanna Zacchi, durante il webinar ‘Gioco d’azzardo. Dall’analisi dei dati alle azioni concrete per il territorio’.

“BPER Banca dal 2012 abbiamo iniziato a voler gestire l’intercettazione precoce del problema. Noi non volevamo chiudere il conto dei clienti affetti da Gap una volta arrivati al fondo perché non è solo un problema personale, ma anche familiare. Una delle prime cose che abbiamo fatto è stata quella di stabilire delle procedure di comportamento per la rete e si è arricchito molto grazie a questo progetto”.

“Le carte di credito emesse dal gruppo BPER sono inibite alle operazioni di pagamento presso punti vendita o siti online classificati nella categoria merceologica ‘gambling’, su questi siti funzionano solo le carte prepagate. Ovviamente anche le carte dedicate ai minorenni sono inibite al gioco. Le carte prepagate che possono giocare sono monitorate semestralmente. Se ci accorgiamo che una famiglia dà una carta non ‘junior’ ad un ragazzo e scopriamo che gioca d’azzardo viene immediatamente bloccata e parte l’avviso alla famiglia”. ac/AGIMEG

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