Em@ney, Arnò (Ceo) “Regole rigide ma tecnologia al passo coi tempi”

La IV Direttiva Europea per l’Antiriciclaggio parla chiaro, se il cliente di un operatore del settore finanziario si trovasse coinvolto in mafia, terrorismo o attività simili verrebbe pesantemente sanzionato anche l’operatore stesso, colpevole di non averne verificato il profilo di rischio. Molti ancora non sono a conoscenza dell’obbligo di verifica, ma Em@ney, un Istituto di Moneta Elettronica europeo, ha già lanciato in tutta Europa un servizio di Compliance check system, cioè la possibilità di verificare istantaneamente online le informazioni richieste dalla IV direttiva. Il ceo di Em@ney, Germano Arnò, ha spiegato che “diversamente da altre piattaforme questa mantiene uno storico delle interrogazioni effettuate, necessario qualora vi fosse da fornire una prova alle autorità. Inoltre l’insieme delle informazioni verificabili non vi sono solo quelle relative ad affari illeciti ma anche ad attività lecite che richiedono particolari cautele, come l’appartenenza attuale o passata del cliente al mondo politico”. Altra importante novità pratica del Compliance check system, è la sua capacità di far entrare in contatto il database con i sistemi informativi aziendali, lasciando immodificati i software delle aziende e dunque senza necessità di alcun aggiornamento degli utenti. “Se la nostra sede fosse stata in Italia – ha dichiarato ancora Arnò durante il convegno “Digitalizzazione, crescita e nuove opportunità per il sistema Paese” che si è svolto questa mattina alla Camera – l’assegno elettronico che abbiamo lanciato un anno fa sarebbe un progetto ancora da realizzare; come è toccato a un nostro competitor che ha annunciato qualcosa di simile ma non potrà metterlo sul mercato prima del prossimo anno e potrà essere scambiato solo con banche con le quali ha realizzato un accordo. Mentre i nostri clienti hanno già emesso più di un milione di assegni elettronici che si possono incassare in tutta l’area Sepa, anche in Italia. Questo è il vantaggio di operare in un Paese dove tecnologia e burocrazia sono al passo con i tempi”. La sua Em@ney, Istituto di moneta elettronica (http://emoney.com.mt), opera dal 2011 con sede a Malta e passport (autorizzazione delle istituzioni bancarie nazionali) in tutti i Paesi dell’area Sepa. “A me piacerebbe, da italiano, che la mia azienda avesse sede anche in Italia” ha aggiunto “e spero che questo processo di digitalizzazione del quale, a dire il vero, la politica finalmente si sta occupando, si realizzi in tempi brevi. Ma certo non si può pensare che si concluda in sei mesi!”. lp/AGIMEG