“Innamòrati di Te”, format ideato da Codere Italia, fa tappa sul lago di Garda. Focus sulla Carta dei Diritti della Bambina e il pericolo di condotte legate alle tecnologie online

Proseguono le tappe di “Innamòrati di Te”, il progetto itinerante ideato da Codere Italia, che negli ultimi appuntamenti ha voluto approfondire il tema della violenza sui minori e l’applicazione della Carta dei Diritti della Bambina. Dopo Roma, l’appuntamento è sul lago di Garda, al Cafè del Porto di Bogliaco nel comune di Gargnano (BS), dove si sono date appuntamento: Elisabetta Sionis, Maria Antonietta Labianca e Rosaria Avisani.
Il tema al centro dell’incontro è la violenza di genere perpetrata ai danni delle più giovani, anche alla luce delle pericolose condotte legate alle più moderne tecnologie. Dal Report 2018 della Polizia Postale sui reati online che hanno coinvolto minori emerge che dai 104 casi del 2016 si è passati ai 202 del 2018. Ricatti, estorsione sessuale, diffamazioni, pedopornografia, hate speech, stupro online, porn revenge, cyberbullismo, terrorismo informatico e phishing sono i reati che giungono maggiormente all’attenzione dell’autorità giudiziaria.
“Le conseguenze possono essere drammatiche sia che il minore rivesta il ruolo di vittima ma anche nel caso si sia reso responsabile di reati online – sottolinea Elisabetta Sionis, criminologo clinico ed ex Magistrato Onorario presso il Tribunale dei Minori di Cagliari – e parte della responsabilità è dei genitori e degli adulti di riferimento. L’abbandono virtuale del minore che dispone di uno smartphone in età sempre più tenera, non solo lo espone all’adescamento da parte di soggetti privi di scrupoli, ma anche a contatto con realtà che non è in grado di comprendere. Gli stessi adulti, sempre più spesso mamme e papà, fanno sfoggio sui social di immagini che ritraggono i loro piccoli in varie situazioni della giornata, di fatto esponendoli per primi al rischio di essere oggetto di interesse di individui insidiosi. Questi genitori manifestano una nuova forma di incuria e abbandono, paradossalmente non più correlata a problematiche di indigenza economica e/o culturale, ma legata al consumismo in cui il minore diventa cliente e oggetto del consumismo tecnologico. Risulta sempre più urgente – conclude Sionis – l’introduzione di una legge che disciplini i reati online e che contempli il divieto di internet ai minori di anni 14 (l’art 97 del codice penale stabilisce che i minori di anni 14 sono incapaci di intendere e volere), introduca l’obbligatorietà di iscrizione ai social attraverso la registrazione dei dati personali e ne impedisca l’utilizzo in modo anonimo, anche attraverso una sorta di patentino digitale teso a identificare i reali dati, anche anagrafici, degli internauti”.
In Europa quasi 18 milioni di bambini hanno subito abusi sessuali (dato 2013 World Health Organization). In Italia, secondo gli ultimi dati Istat disponibili, nel 2015 sono state avviate 1.032 indagini per il reato di atti sessuali con minori, nonché 720 per pornografia minorile. Un’indagine Doxa Kids e Telefono Azzurro del 2014 ha messo in luce come fenomeni quali il sexting, il revenge porn e la sextortion sono sempre più presenti sul nostro territorio: circa il 35,9% dei giovani intervistati ha infatti confermato di avere conoscenza di qualcuno legato a questo tipo di reati. Proprio SOS Il telefono Azzurro ONLUS nel suo dossier Abuso sessuale e pedofilia 2019 ha evidenziato che solo nel 2018 sono arrivate al centro nazionale di ascolto e consulenza di Telefono Azzurro – dedicato a bambini e adolescenti fino ai 18 anni – ben 124 casi aventi come oggetto l’abuso sessuale. Di questi, 6 su 10 (61,6%) hanno avuto come oggetto l’abuso sessuale offline, mentre più di 1 un caso su 5 (21,20%) ha riguardato il sexting. A seguire sono stati segnalati casi di adescamento da parte di adulti (7,9%) e pedopornografia (5,4%). Le vittime hanno prevalentemente un’età compresa tra i 15 e i 17 anni e in oltre 7 casi su 10 (75,9%) sono femmine. lp/AGIMEG

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