Bienkowska (UE): “Non esiste normativa specifica dell’Unione per settore del gioco. Stati membri sono liberi di regolamentare secondo le norme del mercato interno”

“La World Health Organisation (WHO) ha deciso di classificare la dipendenza da gioco come un disturbo della salute nella bozza dell’undicesima Revision of the International Classification of Diseases (ICD-11) che sarà pubblicata nel 2018. Non esiste una legislazione UE specifica per settore del gioco. Gli Stati membri sono liberi di regolamentare le attività di gioco fintantoché sono in linea con le norme sul mercato interno stabilite dal trattato e interpretate dalla Corte di giustizia dell’UE. La Unfair Commercial Practices Directive vieta tuttavia pratiche commerciali sleali, contrarie ai requisiti della diligenza professionale e che distorcono materialmente o sono suscettibili a falsare materialmente il comportamento economico di un consumatore medio. La direttiva stabilisce inoltre che laddove tali pratiche commerciali riguardino determinati gruppi di consumatori vulnerabili identificabili, esse dovrebbero essere valutate dal punto di vista del membro medio di tale gruppo. Una delle pratiche elencate nell’elenco nero nell’Annex I è la diretta esortazione ai bambini”. Questa la risposta del Commissario europeo per il mercato interno, Elzbieta Bienkowska, all’interrogazione dell’europarlamentare Mara Bizzotto (ENF – Gruppo Europa delle Nazioni e della Libertà) riguardante il gioco e i minori. “I rischi posti dal gioco ai minori sono stati affrontati nella raccomandazione della Commissione del 14 luglio 2014 sui principi per la tutela dei consumatori e dei giocatori dei servizi di gioco online e per la prevenzione dei minori dal gioco online. La raccomandazione invitava gli Stati membri a raggiungere un elevato livello di protezione per i consumatori, i giocatori e i minori e in particolare per salvaguardare la salute. Ha delineato tra gli altri requisiti relativi alle comunicazioni commerciali di responsabilità degli operatori del gioco, i controlli di verifica dell’età e la promozione dei programmi di controllo parentale”, ha concluso. cdn/AGIMEG