Interrogazione UE Charanzová (ANO 2011): “Le ‘loot boxes’ sono presenti anche in videogiochi per minori: se ritenute come forma di gioco d’azzardo, la Commissione come consiglia di regolamentarle?

“Al giorno d’oggi molti bambini giocano ai videogiochi basati sulla modalità multiplayer. In questi giochi, i giocatori possono acquistare direttamente le migliori attrezzature invece di passare il tempo a giocare e accumularle lentamente. Il problema è che alcune aziende usano un sistema “pay-to-win” chiamato “loot box”. Ciò che si acquista all’interno di queste “scatole” è casuale, il che lo rende simile al gioco d’azzardo. Questo metodo esiste in giochi come Call of Duty o FIFA, ma il problema è che alcuni giochi non sono classificati PEGI 18, che corrisponde all’età legale per il gioco d’azzardo nella maggior parte degli Stati membri. Ad esempio, la FIFA è classificata come PEGI 3. Le loot boxes possono essere pericolose, specialmente per i bambini, che tendono a diventare facilmente dipendenti dai giochi per computer.” L’europarlamentare della Repubblica Ceca Dita Charanzová (ANO 2011) ha presentato alla Commissione Europea un’interrogazione sui rischi e le prospettive delle loot boxes all’interno dei videogames chiedendo se “La Commissione ritiene che le “loot boxes” siano una forma di gioco d’azzardo?” e ancora “In caso affermativo, quale sarebbe il consiglio della Commissione agli Stati membri su come regolamentare i “loot boxes” nei loro paesi?”, “Come intende la Commissione collaborare con gli Stati membri per garantire un approccio armonizzato a livello UE a questa pratica?”. ac/AGIMEG

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