L’incubo dell’ARTICOLO 13: per le piattaforme online come YouTube, Twitch, Facebook ed Instagram un “filtro” temuto e contestato

Dallo scorso luglio, in tutta Europa si discute sull’aggiornamento delle norme dei diritti d’autore – in gergo “copyright” – attraverso nuove leggi.
Già a settembre si era parlato dell’Articolo 13, che avrebbe consentito un controllo più adeguato ai contenuti caricati sulle varie piattaforme online (non solo YouTube, ma anche Twitch, Facebook e Instagram), agendo quindi da “filtro“, ma non si trattava di nulla di ufficiale. Almeno fino a qualche giorno fa…
Infatti, il 26 marzo 2019 l’Unione Europea ha approvato tale articolo – con 438 parlamentari a favore, 226 contro e 39 astenuti – rivoluzionando così la vita di alcune piattaforme e, forse, segnando la fine di altre. Perché? La risposta è semplice: questo “filtro” costerebbe milioni di dollari e non tutti sarebbero in grado di coprire un budget così alto, oltre al fatto che – come hanno fatto notare i contrari – nonostante sia il miglior sistema in circolazione, non sempre funziona al meglio e talvolta porta alla censura immotivata di alcuni contenuti.
Quindi, ad oggi, nonostante l’articolo 13 sia stato già approvato, persistono delle incongruenze e dei dubbi a tal punto che si pensa di ridiscuterne in futuro.
Ma qual è allora il miglior modo per curare gli interessi degli autori senza però sfavorire i “content creator“? Per il momento, una risposta certa non esiste… fm/AGIMEG