Assentato (Brescia eSports) ad Agimeg: “Vogliamo continuare a crescere e guardiamo anche all’estero. Le potenzialità del settore sono tante ed importanti”

“La nostra associazione, che a settembre compirà due anni di attività, è la più importante realtà del settore eSports nella provincia di Brescia. Tutto è partito con League of Legends, poi ci siamo specializzati con Fifa che ci ha permesso di strutturare i nostri progetti Pro, e in seguito abbiamo allargato la nostra attività con Rainbow Six Siege, For Honor e Fortnite”. Alessandro Assentato è cofondatore e vice presidente del Brescia eSports, team che si è messo il luce per la capacità di creare community e di dare sempre più credibilità al progetto eSport, fino a diventare un’associazione sportiva dilettantistica riconosciuta dal Coni.

“Abbiamo centinaia di tesserati – spiega – e in questi anni nei tornei che abbiamo organizzato hanno partecipato quasi 2000 persone. E dire che spesso mettiamo noi un limite ai partecipanti. Stiamo poi registrando una crescita esponenziale attraverso la comunicazione via social, da Twitter a Instagram, dove abbiamo oltre 7mila followers alla nostra pagina. Il ruolo dei social è quello di consolidare un rapporto che cerchiamo di creare attraverso i tornei. Parliamo di eventi ai quali possono partecipare anche 100 persone”.

Ti aspettavi questo successo degli eSports? “La potenzialità del settore è sotto gli occhi di molti già da qualche anno, diciamo che adesso è ancora più palese e che si sta strutturando. Per dare un’idea: siamo stati recentemente a Milano alla sede regionale del Coni, dove ci hanno parlato di un fenomeno in tale espansione da essere considerato dal Cio, il Comitato Olimpico Internazionale. Poi va considerato che si stanno creando nuove figure professionali. I pro player di Fifa arrivano a guadagnare stipendi invidiabili e attorno a loro ci sono figure come i manager e i mental coach che sono fondamentali per la prestazione di un videogiocatore. La nostra per ora resta però un’organizzazione no profit: abbiamo scelto di reinvestire tutti i proventi nell’associazione. Abbiamo inoltre deciso di non legarci al Brescia calcio. A volte le società impongono il loro modus operandi, noi per ora vogliamo essere indipendenti e portare avanti le nostre idee”.

Come si stanno evolvendo gli eSports in Italia rispetto ad altri contesti?
“Di sicuro in Italia non mancano videogiocatori. Forse si può lavorare sulla mentalità: quando si cerca di portare avanti un progetto professionale non tutti ci credono. Ad esempio al “La Spezia Comics” abbiamo organizzato insieme a TCU eSports un torneo di Fifa 11 contro 11. E’ stato il primo in Italia dal vivo. In pochi credevano fosse possibile, ma è stato un grande evento. Può capitare poi che gli eSports vengano associati a qualcosa di infantile o di essere guardati con superiorità. Non è così: il videogiocatore non ha un’età definita. In un torneo si possono sfidare un adulto e un ragazzo, un momento che noi vediamo come aggregazione sociale”.

Quali sono i progetti futuri del vostro team? “Non guardiamo il risultato. Come associazione vogliamo continuare a crescere e ad esportare la nostra idea di eSports in Italia e all’estero, supportati dai nostri sponsor Macron e Italtelo. Lo stile è quello del Brescia: piccolo passi in avanti, ma costanti. C’è una cosa importante da non sottovalutare. Angelo Cito, Presidente FITA – Federazione Italiana Taekwondo, mi ha spiegato che nella crescita di un atleta conta per la maggior parte la testa e in una piccola percentuale il fisico. Negli eSports si guarda anche l’aspetto nutrizionale, ma è quello mentale che deve essere al 100%”. cz/AGIMEG

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