Legge regionale Puglia sul gioco, Antonia Campanella (esercente): “La non approvazione della proroga provocherebbe la chiusura di migliaia di attività legali, lasciando spazio a quelle illecite”

”Sono un’imprenditrice nel settore del gioco legale da oltre dieci anni ed in questa mia missiva mi rivolgo a tutti voi con la mia voce che esprime la voce di migliaia di persone che stanno vivendo il mio stesso logorante stato che ben presto ci porterà sull’orlo della disperazione”. E’ l’appello di Antonia Campanella, esercente della Puglia, che con una lettera aperta al Presidente della Regione Puglia Emiliano ed ai consiglieri regionali fa un’attenta disanima della situazione che si verrebbe a creare se non venisse approvata la proroga alla legge sul gioco che a dicembre prossimo porrebbe a rischio migliaia di posti di lavoro. “Il decreto regionale Puglia n. 43/2013 prevede che al 20 dicembre 2018 migliaia di attività che raccolgono gioco lecito debbano chiudere i battenti – continua – per lasciare spazio al gioco online e/o al gioco illegale, perché il gioco, la scommessa, non morirà mai. Ne conseguirà che centinaia di persone perderanno il lavoro che dà dignità all’uomo perché consente di sostenere una famiglia, dei figli, delle responsabilità, dei mutui e il sostentamento. Ci viene chiesto di ricollocarci a 500 metri dai luoghi sensibili, mentre ancora nessun comune ha provveduto alla mappatura di quest’ultimi e si evincerebbe che ci sono comuni dov’è impossibile addirittura collocarsi; ci viene chiesto di ricollocare le nostre attività quando non abbiamo la forza economica per farlo; ci viene chiesto di essere distanti dai luoghi sensibili perché sembra quasi un malaffare quello che svolgiamo, quando se solo qualcuno di voi entrasse in una delle nostre attività, scoprirebbe che la gente prende un caffè, legge il giornale, segue la squadra del cuore e, se gli va, si diverte con una giocata, tenta la fortuna. Sono veri e propri centri di aggregazione dove entra anche chi non spende un euro. Lavoriamo 365 giorni l’anno e muoviamo tutto un indotto (affitti, utenze, vigilanza, noleggi, ecc.), generando occupazione. Abbiamo il divieto di ingresso dei minori anche se accompagnati e spesso siamo soggetti a controlli appositi per questo e le sanzioni arrivano fino a 50.000 euro e chiusura di tre mesi. Svolgiamo tutte le pratiche antiriciclaggio e corsi da operatori. Ci viene chiesto di ricollocarci senza un valido motivo avvalorato da studi, poiché essi hanno già confutato l’efficacia del distanziometro.
Tutto questo accanimento verso l’azzardopatia pur essendo soltanto l’ottava dipendenza serve ad enfatizzare il problema per far arrivar soldi alle regioni per la dipendenza al GAP, perché l’azzardopatia è l’unica dipendenza a finanziare se stessa, ma attenzione che nessuno troverà giovamento, né gli operatori di sala né coloro che sono affetti dall’azzardopatia. Con l’entrata in vigore della nostra chiusura non arriveranno più gli incassi nelle casse erariali (noi siamo il terzo settore erariale e uno dei pochi settori che pagano le tasse) che a loro volta destinano soldi alle regioni per la cura di coloro che sono ludopatici, mentre l’azzardopatia continuerà ad esistere.
Ci viene detto che impoveriamo la gente con l’inganno, quando nelle nostre attività sono presenti regolamenti di gioco, tabelle Asl e probabilità di vincita… ricordando che da noi si vince e si perde… si guarda a noi come una mala attività, quando ci sono attività come
compro oro, banche, assicurazioni e Stato che realmente impoveriscono la gente. Il gioco legale tutela il consumatore.
Rivolgo un appello al Mons. Alberto D’Urso, in qualità di presidente della Consulta Nazionale antiusura che si è espresso in più occasioni negativamente contro il nostro settore chiedendo addirittura a tutto il Consiglio Regionale e al Presidente Emiliano di bocciare all’unanimità l’ emendamento per eventuale proroga, pensando alla tutela di una minoranza a sfavore di una maggioranza, eludendo che domani anche noi imprenditori, che abbiamo investito i risparmi dei nostri genitori o acceso finanziamenti per poterci creare un’occupazione potremmo finire in mano all’usura. Voi rivestite in primis la figura di padre spirituale e la vostra parola ha un peso sostanziale sull’opinione pubblica ed è proprio al padre spirituale che rivolgo il mio appello con profonda disperazione affinché possa fare breccia nella vostra sensibilità: ci sono tanti mali su questa terra che affliggono ogni giorno miliardi di persone in tutto il mondo; perché è solo con l’eccesso causato dall’uomo in tutte le cose che poi ne scaturisce la degenerazione. Non c’è nulla di diabolico nel tentare la fortuna, ma ci si accanisce contro un settore sano per tutelare un’apparente moralità, che sfocerà ben presto nel reale degrado totale.
Il mio appello rivolto a tutto il consiglio regionale, consiglieri e al Presidente Emiliano, è quello di non abusare del potere del vostro lavoro per distruggere il nostro. Questo porterebbe molti di noi alla disperazione. Alle porte c’è già un governo pronto ad elaborare un testo unico nazionale. La vostra decisione potrebbe creare un precedente a livello nazionale. La Puglia non necessita di questa profonda lacerazione – ha concluso Antonia Campanella – dove occupazione già non ce n’é. Ripongo la mia fiducia nella vostra sensibilità affinché approviate all’unanimità l’emendamento presentato dal consigliere Abaterusso”. lp/AGIMEG