Tar Veneto boccia l’orario di chiusura che il Sindaco di Bovolone ha imposto a una sala

Il Tar Veneto accoglie il ricorso di una sala da gioco di Bovolone, Verona, e boccia l’ordinanza con cui il Sindaco aveva imposto all’esercizio di cessare le attività alle 10 di sera. Alla base del provvedimento del Sindaco sia la violazione – ripetuta in più occasioni – delle fasce orarie, sia un violento alterco tra clienti della sala. Il provvedimento del Sindaco deve però essere annullato – spiegano i giudici nella sentenza – perché non contiene un termine finale. In sostanza, questo tipo di ordinanza può essere adottata solo per “far fronte alla situazione di emergenza venutasi a creare in relazione all’attività svolta dalla ricorrente”. E ancora, come ha riconosciuto anche la Corte Costituzionale in più occasioni “Il presupposto indefettibile per l’adozione di siffatte ordinanze sindacali è la necessità di intervenire urgentemente con misure eccezionali di carattere “provvisorio” e a condizione della “temporaneità dei loro effetti”. In sostanza, spiega ancora il Tar, queste ordinanze sono un “rimedio straordinario che l’amministrazione ha a disposizione per fronteggiare situazioni eccezionali cd imprevedibili, non altrimenti governabili”. Ma proprio per questo, si impone “la fissazione di un termine finale di efficacia del provvedimento allo scopo evidente di non istituzionalizzare situazioni emergenziali”. rg/AGIMEG

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