Giochi, Tar Lazio respinge ricorso Global Starnet e conferma decadenza della concessione

Il Tar Lazio ha confermato la decadenza della concessione disposta dall’Agenzie Dogane e Monopoli nei confronti di Global Starnet. È quanto si legge nella sentenza che respinge il ricorso presentato dalla società contro il provvedimento del marzo 2017. Per i giudici infatti la gestione di Global Starnet non era “interamente in mano pubblica” quando ADM ha disposto la decadenza della concessione ed è pertanto “infondato” il ricorso della società. Il sequestro preventivo in atto al momento dell’adozione della decadenza a seguito dell’operazione “Rouge et noir” di fine 2016 “riguardava unicamente le quote azionarie e i conti correnti”, mentre il sequestro penale sull’intera società è arrivato solo a dicembre 2017, con la nomina di due amministratori giudiziari. La decadenza della concessione può essere disposta anche se “temporaneamente lo stesso concessionario non sia in condizione di arrecare ulteriore pregiudizio all’interesse pubblico, in dipendenza di provvedimenti assunti dal giudice penale o da autorità amministrative”.
La decadenza della concessione prevista dalle norme introdotte nel 2011 si applica anche alle società di gioco che non hanno sottoscritto la nuova convenzione con l’Agenzia Dogane e Monopoli – proseguono i giudici – e va confermata perché le nuove previsioni sulle cause di decadenza non vanno applicate solo ai concessionari che hanno firmato la convenzione con i Monopoli, ma anche a quelli che non vi hanno mai aderito, come nel caso di Global Starnet. La norma di decadenza è “applicabile a tutte le concessioni, a prescindere dal momento dell’instaurazione del rapporto concessorio”.
Secondo il Tar Lazio anche la semplice imputazione può essere decisiva nei casi di decadenza della concessione, se riguarda un dirigente delle società di giochi. Il provvedimento dei Monopoli era stato adottato infatti anche per il coinvolgimento di Francesco Corallo nel processo penale presso il Tribunale di Milano sui finanziamenti Bpm. Prevedere la decadenza in base al rinvio a giudizio per determinati reati, secondo il Tar, “non costituisce una misura dettata con finalità sanzionatorie, bensì a tutela dell’interesse pubblico”. Non si tratta dunque di una misura con finalità “afflittiva” nei confronti di soggetti “che devono presumersi innocenti”, ma di una previsione che mira “ad anticipare la tutela di un settore particolarmente sensibile per gli interessi erariali e soggetto a un rischio specifico di infiltrazioni criminali”.
Il Tar nella sentenza ricorda anche che le società di giochi titolari di una concessione statale sono tenute “ad assicurare una gestione aziendale regolare, trasparente e scevra da influenze illecite” e devono evitare “comportamenti anche soltanto astrattamente idonei a mettere in pericolo le ragioni erariali”. Nel caso di Global Starnet, “la violazione di tali obblighi costituisce ragione sufficiente a far venir meno la fiducia dello Stato nel concessionario e a sorreggere la decadenza dalla concessione”. La rateizzazione degli importi dovuti “non comporta, di per sé, il venir meno del rischio del relativo inadempimento, rendendo per ciò solo rilevante la circostanza del trasferimento dei fondi all’estero”. lp/AGIMEG

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