Lindwall (Ceo Betsson): “Nel secondo trimestre 2019 ricavi a 120 milioni di euro trainati dalle scommesse sportive (+14%). Nonostante il divieto di pubblicità, in Italia siamo ben riconosciuti ed apprezzati dagli utenti”

Nel secondo trimestre 2019 Betsson ha registrato ricavi pari a 120 milioni di euro (1,27 miliardi di corone svedesi), con la crescita dei ricavi dalle scommesse sportive del 14% (nei primi sei mesi dell’anno, i ricavi complessivi sono stati pari a 247 milioni di euro, contro i circa 242 milioni di euro del primo semestre 2018). L’Ebitda nel secondo trimestre dell’anno è stato di 27,3 milioni di euro. E’ quanto ha reso noto Pontus Lindwall (Ceo Betsson), presentando i risultati finanziari del Gruppo nel secondo trimestre 2019. “A livello geografico abbiamo registrato un calo dei ricavi nelle regioni del nord Europa e dell’Europa dell’ovest. In Svezia il mercato è debole a causa dei cambiamenti regolamentari, ma puntiamo a un grande sviluppo nei prossimi mesi, mentre in Olanda abbiamo intrapreso azioni per essere nella migliore posizione possibile nel processo di acquisizione della licenza nel Paese e per ottenere un business sostenibile nel lungo termine. La raccolta delle scommesse sportive è cresciuta del 7%, con una forte performance grazie agli oltre 48mila eventi live su cui poter scommettere proposti tra aprile e giugno. I ricavi sono stati pari al +14% soprattutto nei paesi nordici. Le puntate da mobile sono aumentate del 31% e gli accounts di gioco del 77%. Per quanto riguarda i giochi da casinò, offriamo 2.700 casino games di cui 2mila su mobile. I ricavi sono complessivamente scesi del 10% nel periodo di riferimento, ma i ricavi online sono saliti del 3%”.
“In ambito geografico – ha proseguito Lindwall – la Svezia è un importante mercato per noi nel lungo termine, nel quale puntiamo a crescere in modo sostenibile, ma siamo presenti anche in altri Paesi come Italia (con il marchio StarCasinò ndr), Spagna, Estonia, Lettonia, Lituania, Danimarca, UK e Georgia. A giugno abbiamo richiesto la licenza per poter operare nel mercato olandese che aprirà a inizio 2021, mentre a livello mondiale abbiamo richiesto la licenza per raccogliere gioco in Argentina, nella provincia di Buenos Aires”.
Il Ceo ha sottolineato come “la nostra tecnologia proprietaria ci assicura il futuro, in quanto siamo in grado di differenziare l’esperienza di gioco dei diversi clienti. Sviluppiamo ‘in house’ il nostro core business, applicando alla nostra tecnologia economie di scala, riuscendo ad adattare i nostri prodotti alle differenti condizioni dei mercati in cui operiamo”.
La crescita di Betsson è spinta dall’offerta sempre più estesa e dettagliata: ben 458 le scommesse pre-match offerte per la finale di Champions League dello scorso 1 giugno tra Liverpool e Tottenham. L’impegno del Gruppo è anche rivolto, attraverso investimenti nel gioco responsabile, alla protezione dei giocatori e al contrasto di comportamenti di gioco potenzialmente problematici, attraverso analisi e categorizzazione dei clienti (a basso, medio e ad alto rischio).
“Confidiamo nelle opportunità di sviluppo nel lungo termine nei mercati nei quali operiamo, attraverso lo sviluppo delle scommesse sportive, l’efficienza e il contenimento dei costi, guardando ad ulteriori mercati per per crescere ancora in futuro”, ha detto ancora il Ceo. La nostra forza finanziaria e la tecnologia proprietaria ci assicura una solida base per affrontare le sfide dei mercati e offrire ai nostri giocatori soluzioni di prodotto sempre competitive”. A margine della presentazione dei risultati del Gruppo nel secondo trimestre 2019, il ceo di Betsson ha risposto anche ad una domanda sul mercato italiano ed in particolare sul divieto di pubblicità dei giochi messo in atto da qualche giorno: “Nonostante il divieto siamo certi che sarà un anno proficuo per Betsson, visto che il nostro marchio è riconosciuto ed apprezzato dal pubblico italiano”. cr/AGIMEG