Scommesse, Sks365 “Le dichiarazioni di Stanleybet in contraddizione con il loro operato”

“Un anno può essere tanto lungo e complesso da annebbiare i ricordi e anche le migliori intenzioni. E altro non potrebbe essere, visto che a pensar male si fa peccato. Eppure le dichiarazioni di Stanleybet lasciano oggi stupefatti – si legge in una nota di Sks365 – chi, già 12 mesi fa, aveva previsto tutta l’evoluzione del mercato salvo poi essere denigrato su forum e media. Un passo indietro è quindi d’obbligo. Il 2 dicembre del 2014 da Liverpool arrivava tamite il CEO Whittaker un chiaro monito in previsione del bando 2016: “Anno zero? Non credo. I CTD, perfettamente legittimati ad operare, non hanno, contrariamente ai concessionari, nessuna scadenza, quindi continueranno ad operare anche nel 2016 e dopo. Nulla naturalmente impedisce al governo di bandire una nuova gara per ricostituire il sistema Concessorio che sarà appena scaduto. L’equazione che la Stanley o qualsiasi altro operatore ci debba necessariamente partecipare è priva di fondamento. Naturalmente se la gara fosse conveniente e mettesse tutti gli operatori sullo stesso piano noi come Stanley potremo trovare conveniente parteciparvi. Ma mi sembra irrealistico pensare a partecipare ad una gara bandita da autorità che da oltre 15 anni si rifiutano di riconoscere la legittimità dei CTD Stanley”. Stanleybet insisteva sulla legittimità dei propri centri da riconoscere automaticamente, senza se e senza ma, rafforzati persino dal valore aggiunto di una durata biblica priva di scadenze temporali. Infatti, proseguiva Whittaker, era possibile pensare a una Stanleybet in Italia a patto che “dalla finanziaria 2015 siano stralciati tutti i provvedimenti riguardanti i CTD e siano sostituiti da un unico articolo che dica: ‘1) i CTD di operatori nati prima dell’ultima gara sono legittimi”. Oggi la sorpresa. Stanley ha abolito il palinsesto di stato, Stanleybet ha concordato le modalità di accesso sul mercato, verrebbe da dire, con tanto di trattativa privata. Stanleybet dice basta ai CTD. Ci raccontano da Liverpool: “Una volta che la Stanley sarà entrata nel sistema attraverso una gara che si preannuncia equa e rispettosa delle leggi dell’Unione,  non ci sarà più alcuna  nessuna giustificazione al mantenimento di una rete parallela“. Ma come, non erano i CTD Stanleybet legittimati per superiore intercessione? Non si parlava di una rete autorizzata senza scadenza? E ora partecipa a un bando? Non era Stanleybet l’operatore tanto discriminato da voler pignorare in passato le riserve auree  della Banca d’Italia? E non era Stanleybet ad ever intrapreso azioni risarcitorie nei confronti di funzionari di ADM? E perchè annunciare una scelta del genere rinunciando ai ricorsi per Cassazione dopo i risultati ottenuti in CGE? Forse per il timore che la Cassazione colpisca ulteriormente certe convinzioni? O forse per il timore che ulteriori CTP, dopo quella di Latina, riconoscano come il versamento dell’imposta unica sia a carico della Stanleybet e non del singolo centro? Oppure per una vittoria non piena alla CGE in materia di cessione della rete visto il pronunciamento del TAR Lazio  del 20 febbraio 2013 e del Consiglio di Stato del 25 agosto 2015 in materia di legittimazione? Sentenze che riconoscevano come “non vi è dubbio che le contestate cause di decadenza, previste dallo Schema di Convenzione, possono operare solo nei confronti dell’eventuale affidatario della concessione, senza in alcun modo incidere sulla fase di partecipazione alla selezione e senza poter determinare l’esclusione del concorrente dalla stessa”. Siamo invece sicuri – conclude la nota di Sks365 – che da qui a giugno, o comunque al prossimo bando, si cercherà ogni possibile cavillo utile a gridare alla nuova discriminazione. Perchè un conto è lamentarsi, un altro è operare in un sistema concorrenziale”. lp/AGIMEG